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E’ sempre l’evento fuoristradistico dell’anno; il Città di Gradisca, la kermesse del 4x4 che in questa sua ventitreesima edizione, ha visto alla partenza via ben 676 fuoristrada provenienti da tutto il Bel Paese e dalla Mitteleruropa. Il maltempo aveva tenuto in apprensione l’organizzazione per tutta la notte precedente e fino al momento della partenza. Poi le nuvole piovose si sono diradate e le temute alluvioni dei fiumi non hanno disturbato il programma della manifestazione. Start abbassato alle 08.00 di sabato 8 dicembre con il taglio inaugurale da parte delle Autorità locali e via per quei mitici 120 km. di off-road sogno di tanti appassionati di 4x4. Il tracciato si presentava, come consuetudine, in due versioni: quella più indicata ai SUV e ai neofiti del 4x4, con itinerari che privilegiavano il lato turistico dell’evento e, segnato come “varianti”, quello che invece per lunghi tratti imponeva un continuo uso delle “ridotte“. Molto del percorso del Città di Gradisca riguardava i greti dei torrenti in secca: Torre, Natisone, Judrio e una piccola parte del fiume Isonzo. Proprio l’interno degli alvei si è presto trasformato in una sorta di immensa palestra del 4x4 con “numeri” imposti dal percorso ed altri inventati dai partecipanti che molto spesso hanno fatto sfoggio, con non poco vanto, delle potenzialità nelle preparazioni del loro 4x4. In diversi casi era proprio l’organizzazione a interrompere le “giostre” e dover ricordare ai partecipanti che li aspettavano, ben guarnite con prodotti tipici friulani, ben tre soste ristoro: la prima a Tapogliano, presso “Amici della Terra”; la seconda presso l‘azienda Bosco in centro a Clauiano, uno dei borghi più belli d’Italia interamente riservato per l’occasione ai 4x4 e per finire, la tradizionale “visita” a Tilatti in quel di Corno di Rosazzo (UD). Come sempre nei raduni del GFI, non era necessario rispettare alcun tempo di percorrenza. Anzi gli organizzatori raccomandavano la dovuta moderazione nelle velocità di marcia lungo i percorsi ed ogni possibile riduzione dei rumori molesti, fattori imprescindibili per la buona riuscita di ogni manifestazione e dell’immagine stessa di tutto il mondo fuoristradistico. Nel tardo pomeriggio, dopo alcuni tratti con frequenti guadi, i fuoristrada facevano ritorno a Gradisca. Ad ogni partecipante veniva consegnata la foto ricordo fatta sulla rampa di partenza, un trofeo in vetro e, per i migliori nelle “prove culturali 4x4” vari premi offerti dagli sponsor: Mitsubishi, Castrol, Yokohama, Dentesano, tanto per citarne i principali. Alle premiazioni, interveniva come ospite, Roberto Asquini, vicepresidente del Consiglio Regionale e artefice, qualche mese prima, di una legge a salvaguardia delle manifestazioni fuoristrada in Friuli Venezia Giulia. Venivano, quindi, premiati i club partecipanti con il maggior numero di iscritti. Al primo posto (ma fuori classifica premi) si posizionava il GFI con 21 fuoristrada; al secondo, con 16 equipaggi, il “Leonessa 4x4” che, in quanto club ospite, veniva premiato come vincitore del raduno con il Trofeo Mitsubishi consegnato direttamente da Anna Sardone del Marketing Mitsubishi Italia. Al terzo posto si classificavano Le Jene 4x4 con 14 equipaggi. Tra i club esteri, si posizionava al primo posto il club austriaco Eier Sprunde; a seguire a pari merito l’IPA slovena e la svizzera GWC. Nella già citata prova culturale, il primo posto era di Raoul Scabia mentre Giovanni Morandini vinceva la prova Mitsubishi. Tra i partecipanti provenienti da più lontano vanno ricordati Claudio Minauda da Ragusa e Florindo Bruni da Foggia. E con questi 676 equipaggi partecipanti, la somma totale di quanti possono dire, a Gradisca come pilota c’ero anchio, raggiunge quota 11.847, vale a dire oltre 30.000 persone partecipanti.
Il raduno di fuoristrada più grande del mondo